Lo scorso fine settimana nella notte tra sabato e domenica le lancette dell’orologio sono state spostate un’ora indietro per garantire equilibrio al convenzionale orario astronomico.

Questo cambiamento incide inevitabilmente anche nel nostro orologio biologico che deve riabituarsi alla variazione di ore di luce e di buio. Simile a un piccolo jet-lag, aver dormito un’ora in più la scorsa notte può avere lievi conseguenze sul fisico e sull’umore, ma basta seguire pochi semplici consigli per superare al meglio questo passaggio all’ora solare

Per mantenere attivi il fisico e la mente, che altrimenti tenderebbero a restare intorpiditi dal cambio dell’ora, basta fare più attenzione all’alimentazione e seguire qualche altro piccolo accorgimento. Evitare quindi pasti pesanti e mantenersi leggeri soprattutto a cena, il momento della giornata in cui maggiormente il fisico si rilassa e le funzioni vitali rallentano, così da far sciogliere lo stress e le tensioni accumulate durante la giornata. Per garantire un sonno tranquillo e riposato quindi la cena ideale dovrebbe essere a base di pesce, meglio se cotto al forno

Consumare pesce nei giorni successivi al passaggio dall’ora legale a quella solare aiuta il nostro orario biologico ad abituarsi più facilmente al cambiamento: salmone, trota e tonno anche in scatola per far fronte all’insonnia che potrebbe colpirvi in questi giorni. Una dieta ricca di prodotti ittici durante questi mesi bui aiuterebbe a contrastare l’effetto negativo provocato da una mancanza di vitamina D: la vitamina che viene prodotta più facilmente quando la nostra pelle viene a contatto con i raggi solari.

La cottura al forno è la migliore per preservare tutta la vitamina D contenuta nel pesce perché, a differenza di quanto accade con la bollitura o la cottura al vapore, mantiene maggiormente i principi nutrivi, compresi i sali minerali. Quali i pesci che contengono maggiore vitamina D?

  • trota, tonno, salmone, sgombro e anguilla contengono dalle 400 alle 580 Ui (Unità internazionale);
  • Dalle 180 alle 250 Ui se si consuma tonno sottolio o sardine in scatola.

Il consiglio resta dunque quello di consumare 250 Ui di vitamina D al giorno, che corrispondono circa al 70% della quantità giornaliera raccomandata in un giorno e che si possono trovare facilmente in 50 grammi di sardine in scatola o in 85 grammi di tonno in scatola.