La cosiddetta dieta a zona è un regime alimentare ideato negli Stati Uniti negli anni 90. Si basa sull’assunto che tutte le funzioni fisiologiche dell’organismo siano controllate dagli ormoni e che la nostra salute dipenda, dunque, da un corretto equilibrio ormonale.

Nella dieta a zona il cibo non è semplicemente una fonte di calorie, ma un mezzo per controllare il rilascio degli ormoni e ridurre gli sbalzi glicemici. Ciò è possibile se si assumono i tre nutrienti fondamentali nella nostra alimentazione in una proporzione definita: 40% carboidrati, 30% proteine, 30% grassi. In particolare, la costruzione di una dieta a zona personalizzata si fonda sul calcolo del fabbisogno giornaliero di proteine.

E’ importante evitare le proteine ricche di grassi saturi, come quelle che si trovano nella carne di manzo o di maiale, peraltro ricca anche di colesterolo. Sono, invece, da preferire le carni magre (pollo, tacchino, vitello), uova, latticini magri (quali ricotta o formaggi freschi) e naturalmente il pesce, frutti di mare compresi, che può essere consumato fresco o surgelato.

Il pesce è uno degli alimenti che presentano meno controindicazioni quando si segue un regime dietetico, a patto di prestare un po’ di attenzione ai metodi di cottura. Che sia di acqua dolce o di mare, è un alimento assai ricco dal punto di vista nutrizionale e molto digeribile: il pesce, infatti, è una preziosa fonte di proteine nobili e di acidi grassi polinsaturi, oltre a contenere ferro, fosforo, iodio, calcio, zinco, fluoro, vitamine del gruppo B; per contro, è povero di calorie, grassi saturi e colesterolo.

Gli Omega 3, in particolare, sono importantissimi in quanto contribuiscono alla riduzione dei trigliceridi e del colesterolo in circolo, mantenendo fluido il sangue e riequilibrando la pressione; inoltre, aiutano a prevenire il manifestarsi di allergie e aiutano a preservare l’equilibrio ormonale, giocando, dunque, un ruolo fondamentale nella dieta a zona.

I nutrizionisti suggeriscono di mangiare pesce almeno 2/3 volte alla settimana , ma un consumo regolare di 3/5 porzioni settimanali di pesce magro è assolutamente consigliato per chi voglia dimagrire: all’interno di una dieta ipocalorica correttamente bilanciata, è scientificamente provato che la perdita di peso aumenta significativamente rispetto ad un regime privo di pesce; grazie al consumo di pesce, infatti, il nostro organismo è in grado di modulare sia i livelli di insulina a digiuno, sia le concentrazioni degli ormoni che regolano l’appetito e la sazietà.