Ai fini di una dieta sana ed equilibrata, il pesce dovrebbe essere presente nella nostra alimentazione almeno 2/3 volte alla settimana.

I benefici di un consumo regolare di pesce sono ormai noti: il pesce garantisce l’apporto di proteine ad alto valore biologico e facilmente digeribili, di acidi grassi insaturi e polinsaturi, di oligoelementi quali ferro, zinco e iodio, di fosforo, calcio e potassio, di vitamine, in particolare quelle del gruppo B.

Diversi studi hanno confermato che mangiare pesce migliora lo stato di salute generale e fa bene a tutte le età: abbiamo già parlato di come nell’alimentazione dei bambini possa essere un valido aiuto per prevenire lo sviluppo di allergie, ma anche per le donne in età matura non mancano i benefici.

Secondo uno studio del Karolinska Institute di Stoccolma, pubblicato nella rivista Annals of the Rheumatic Diseases, l’assunzione di Omega 3 – gli acidi grassi contenuti nel pesce – sarebbe fondamentale nella prevenzione dell’artrite reumatoide.

Questa patologia colpisce l’1-2% della popolazione, in prevalenza donne (il rapporto rispetto agli uomini è di 3:1) e con un aumento significativo in relazione all’età: è un’infiammazione cronica delle articolazioni, piuttosto invalidante e degenerativa.

Lo studio, condotto dal 2003 al 2010, afferma che determinate quantità di Omega 3 possono limitare l’insorgenza della malattia: mezzo grammo al giorno dimezzerebbe, infatti, la probabilità di contrarre questa forma di artrite. Per avere un termine di paragone, 100 grammi di salmone fresco, al netto degli scarti, garantiscono un apporto totale di questo tipo di acidi grassi intorno ai 2 grammi.

I ricercatori sono giunti a queste conclusioni analizzando i parametri di 32mila donne nate tra il 1914 e il 1948, suddivise in cinque categorie sulla base del consumo di Omega 3 – da un minimo di 0,21 ad un massimo di 0,50 grammi al giorno. Nel periodo analizzato, 205 donne hanno sviluppato l’artrite reumatoide, ma in quelle che hanno assunto una quantità di Omega 3 superiore a 0,35 grammi il rischio si è contratto a meno del 52%.

Gli studiosi hanno precisato che al di sopra del mezzo grammo non si manifesterebbero ulteriori giovamenti, ma con un consumo di pesce di almeno una porzione a settimana il rischio si riduce del 29%.

Un‘altra buona ragione per inserire il pesce nella nostra dieta: il nostro organismo non potrà che ringraziare!