Arriva proprio oggi da Coldiretti la notizia, tanto attesa dai pescatori, che il fermo pesca è finito, almeno per l’alto Adriatico da Trieste a Rimini. Lo stop è durato per 42 giorni, dal 28 luglio.

Il pesce fresco, quindi, torna sui banchi del mercato, dopo la sospensione delle attività delle flotte di pescatori che ha lo scopo di favorire il ripopolamento delle acque e tutelare l’ecosistema marino. Ogni anno, infatti, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali rende i periodi di interruzione della pesca, che durano 30 giorni e che vengono scaglionati in base ai bacini di pesca. Soltanto Sardegna e Sicilia hanno il potere di decidere autonomamente il fermo pesca, perché sono regioni a statuto speciale.

Ora che il fermo pesca è terminato i pescatori potranno riprendere normalmente le loro attività, già sufficientemente provate dalla crisi economica e quindi ulteriormente danneggiate dal provvedimento di stop. Le imprese ittiche, quindi, possono ricominciare a portare sulle tavole degli italiani il pesce di casa.

“Via libera – sottolinea la Impresapesca Coldiretti – a fritture e grigliate a “chilometri zero” realizzate con il pescato locale e meno rischi di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero delle stessa specie del nazionale se non addirittura esotico e spacciato per nostrano.”

Se il fermo pesca si è concluso nel bacino dell’alto Adriatico tra Trieste e Rimini, non è così invece per le attività del centro sud. I pescatori da Pesaro a Bari dovranno attendere il 22 settembre per gettare nuovamente le reti in mare.