pescaturismo

Il turismo ittico è regolamentato in Italia sin dal 1999, grazie ad un decreto ministeriale che autorizza il trasporto di turisti a bordo di imbarcazioni da pesca, per far vivere loro un’esperienza ricreativa e formativa legata al mondo della pesca professionale.

E’ negli ultimi anni, tuttavia, che il fenomeno ha preso decisamente piede, coinvolgendo da nord a sud sempre più località marittime e integrando ai servizi offerti a bordo anche attività di ospitalità e ristorazione a terra.

Tecnicamente, con pescaturismo si intendono le attività svolte sulle imbarcazioni, mentre il turismo ittico indica in senso più ampio anche i servizi a terra e le attività “accessorie”.

Qualcuno ha definito il pescaturismo uno dei trend del 2013: da strumento nato per diffondere la cultura, i mestieri e le tradizioni del mare, si è in effetti affermato come formula turistica genuina, che permette ad appassionati o semplici curiosi di godere di un’esperienza unica insieme ai pescatori, condividendo emozioni e racconti legati alla vita in mare e gustando il pesce appena pescato, cucinato direttamente a bordo.

L’offerta del turismo ittico è assai variegata: spazia da escursioni di poche ore per mare (ma anche fiume o lago) alla scoperta del mondo ittico, a battute di pesca guidate da professionisti con degustazione finale, ad immersioni alla scoperta dei fondali, fino a proposte che combinano servizi di ristorazione ed ospitalità nei borghi marinari.

Il denominatore comune? Vivere una vacanza diversa, con una formula decisamente low-cost, scoprendo (o riscoprendo) la pesca, il mare e l’ambiente costiero, all’insegna della sostenibilità.

Dove si pratica? Da nord a sud, il turismo ittico ed il pescaturismo in particolare sono in forte crescita. Si possono praticare durante tutto l’anno – a patto che le condizioni del mare lo consentano – e in alcuni casi è possibile vivere delle affascinanti e suggestive esperienze anche in notturna. Non ci sono limiti di età (i minori di 14 anni devono però essere accompagnati da un adulto) né particolari requisiti di base: amore per il mare e desiderio di scoperta sono le uniche condizioni per chi voglia cimentarvisi.

Lega Pesca stima che in Italia ci siano 700 pescherecci che praticano il pescaturismo, coinvolgendo un bacino d’utenza di 500 mila turisti e generando un giro d’affari pari a circa 35 milioni di euro. Un dato sicuramente confortante e un’occasione di rilancio per l’imprenditoria giovanile, dal momento che il 52% degli addetti ha meno di 35 anni.