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Uno studio realizzato dall’Organizzazione non governativa internazionale Oceana ha messo in evidenza una realtà che risulta più diffusa di quanto si creda: una pietanza di mare su tre, servita nei ristoranti di Bruxelles, non è quella indicata nel menu. La frode, però, sarebbe diffusa anche nella distribuzione al pubblico, sia nei mercati che nei supermercati, soprattutto per tonno, merluzzo e branzino. 

Esiste un metodo per avere la certezza di ciò che si ha nel piatto? L’Unione Europea ha indicato come soluzione al problema la tracciabilità!

La tracciabilità consiste nella possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento o di una sostanza utilizzata nella produzione alimentare attraverso tutte le fasi, dalla produzione/raccolta fino alla distribuzione. Il Parlamento Europeo sta votando proprio in questi giorni un documento che tuteli, attraverso verifiche e codici, chi lavora onestamente. Per portare il meglio sulle tavole dei consumatori è necessario dare tutte le informazioni per capire cosa si acquista e per creare le condizioni di una scelta consapevole. È importante che per ogni prodotto o ingrediente siano esplicitate tutte le indicazioni: dalla zona di cattura, al nome, fino al fornitore e al numero di lotto.

L’etichetta è il risultato finale del processo, oltre agli ingredienti e agli allergeni, riportata: la data di scadenza, il lotto, le modalità di conservazione ed uso, la provenienza e l’informazione nutrizionale (sarà obbligatoria da dicembre 2016).

Spesso le frodi non sono causate da errori, ma da vere e proprie azioni volontarie; ciò emerge chiaramente osservando che non sono quasi mai i pescatori a sbagliare, ma chi si occupa delle fasi successive.

Quali sono le infrazioni più diffuse?

  • il pesce pescato in una zona inquinata può riportare nell’etichetta un’altra zona di provenienza, ritenuta meno rischiosa.
  • un pesce poco pregiato, quindi più economico, può essere venduto come varietà tra le più ricercate e, dunque, solo i palati più attenti sono in grado di avvertirne la differenza
  • infine, il pesce può essere adulterato per mantenere le caratteristiche originali di freschezza: l’acqua ossigenata permette di mantenere le carni bianche (metodo illegale), mentre con il monossido di carbonio si evita l’ossidazione per mantenere i colori più vivi.

Buone notizie, però, per il pesce che arriva sulle nostre tavole; infatti, l’Italia è ritenuto uno tra i Paesi più virtuosi grazie alla presenza di realtà direttamente legate alla filiera.

Noi di Rivamar siamo fermamente convinti che il rispetto delle regole di sicurezza sia fondamentale, tanto da garantire in molte occasioni standard superiori a quelli richiesti dalle normative. Garantiamo una maniacalità verso la qualità, un’ossessione che contribuisce a mantenere i massimi livelli di sicurezza ed igiene, dalla selezione alla preparazione e confezionamento del prodotto.