Haddock in a red sauce

I cambiamenti climatici che ultimamente stanno imperversando nel nostro territorio impongono a tutti una maggiore criticità ed autocoscienza nei confronti della salute del nostro pianeta.

Solo attraverso una presa di posizione globale infatti riusciremo ad evitare ulteriori danni e vivere in un mondo più vivibile.

Numerose sono le normative sulla pesca ecosostenibile, e sempre maggiori sono le aziende che si impegnano a rispettarle, ma per quanto possa sembrare strano anche noi possiamo fare qualcosa per aiutare, migliorando le nostre abitudini culinarie.

Mangiare il pesce fa bene e non bisogna rinunciarci, ma non bisogna limitarci alle solite specie, il mare offre una grande varietà di prodotti.

Secondo una recente ricerca i consumi degli italiani si limitano a merluzzo e ad un numero ristretto di altre specie, mentre sono poco consumate o addirittura sconosciute specie come le sardine, i sugarelli, la palamita, la notella, il pesce stella o il pesce serra.
Pesci locali, protagonisti della tradizione culinaria ma non più delle nostre tavole.

Un consumo responsabile impone di variare le specie, in modo da non influire sull’estinzione delle stesse, il salmone ad esempio, una delle specie maggiormente apprezzate attualmente è in una condizione molto critica, e presto potrebbe essere a rischio di estinzione.

Proprio per promuoverne e valorizzarne il consumo,Legambiente, Lega Pesca, Acquario di Genova e Coop Liguria hanno realizzato il progetto europeo Fish Scale, con il contributo della Commissione Europea (fondi Life).

La campagna vuole sensibilizzare cittadini, ristoratori, chef e turisti, “educandoli al gusto” e guidandoli nell’apprezzamento di varietà ittiche normalmente trascurate.
Immediata la risposta degli operatori del settore: il ristorante romano “Antica Biblioteca Valle”, ad esempio, ogni martedì dedicherà una serata speciale al pesce ritrovato, con menu ‘sostenibili’.
Lo scopo è anche quello di salvaguardare la biodiversità marina: ben il 35% delle risorse ittiche è attualmente sovra pescato; delle oltre 700 specie marine commestibili solo il 10% è commercializzato, a causa di abitudini alimentari e culturali ormai consolidate.