vongole

Pescatori e allevatori di vongole veraci nel Delta del Po sono 1500. Quasi il 50% sono donne.

Una giornata in laguna Barbamarco, in quel di Pila, accompagnati magari da qualcuno “della zona”. Nuove scoperte.

Quasi la metà degli allevatori di vongole sono donne. Ebbene si.
Ormai il mondo sta cambiando. Scherzando qualche uomo dice “hanno voluto la parità dei diritti…. ed ecco anche la parità dei doveri”.
Ma non è da tutti i giorni vedere una donna che sale in barca ancora in profonda notte alla ricerca di vongole veraci.

MA allora, qual’è la “giornata tipo” di queste donne?
La vita delle donne dedite alla venericoltura, un termine che richiama il nome della dea della bellezza, è del tutto diversa da quella delle donne che si occupano di un qualsiasi altro lavoro.
Ancor prima dell’alba, al sorgere del sole, un gruppo di donne dedite alla raccolta delle vongole veraci si avvia ad iniziare la giornata. Somigliano ad un piccolo esercito di pescatrici, che tutti i giorni solca le lagune di Barbamarco, o del Canarin a Polesine Camerini, o la Sacca di Scardovari, sempre in territorio di Porto Tolle, per seminare, coltivare e raccogliere le vongole veraci, una delle eccellenze ittiche bassopolesane. Pronte con gli stivaloni verdi, indossano cerate, passamontagna e poi via in laguna per tirare fuori dall’acqua l’oro del Delta, cozze e vongole che hanno fatto fiorire una nuova economia della pesca e hanno dato un futuro a praticamente tutte le famiglie che abitano a Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina.

Il mattino iniziano la loro giornata in barca con i mariti e i famigliari, ma poi eccole rientrare in porto. Tornano sulla terraferma per dedicarsi ai lavori domestici o anche alle occupazioni burocratiche di segreteria e amministrazione delle cooperative di acquacoltura.
Ed ecco allora che se nel Polesine si dice “Vongola è femmina”, un motivo c’è.

 

Fonte: Il resto del Carlino