Una recente ricerca effettuata dalla University of Western Australia ha rivoluzionato l’idea che i pesci cartilaginei avessero un cervello empiricamente semplice, mettendo in luce invece, con dati alla mano, come esso sia molto simile a quello degli esseri umani.

Dagli studi emerge che i pesci cartilaginei possiedono una batteria di sistemi sensoriali altamente sviluppati, con una complessa gamma di comportamenti innati e con un cervello dai meccanismi complessi, che a differenza di altri sistemi di vertebrati, continua a crescere per tutta la vita.

Lo squalo bianco in particolare ha un cervello che presenta alcune caratteristiche in comune con gli esseri umani, specie la capacità visiva, infatti grandi parti sono associate alla percezione visiva. Questo implica che il pesce, che è il responsabile della maggior parte degli attacchi mortali in Australia, risulta essere molto più ricettivo ai repellenti visivi che ora come ora non sono utilizzati quanto quelli che agiscono emettendo onde elettromagnetiche. Una semplice apparecchiatura ad impatto visuale, posizionata su dei galleggianti o sulle tavole da surf potrebbe quindi essere efficace per evitare di essere attaccati da uno squalo. Questo tipo di accorgimenti potrebbero diventare davvero utili dato che, solamente in Australia, nell’ultimo anno sono morte 5 persone a causa degli squali e le autorità locali hanno appena annunciato un piano di 5,4 milioni di euro per risolvere questo problema.