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E’ stata celebrata il 22 marzo la Giornata mondiale dell’acqua 2016, ricorrenza che dal 1993 l’Onu dedica alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale e dei Governi nazionali sul tema dell’accessibilità a questa fondamentale risorsa.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha invitato i Paesi membri a dedicare questa giornata alla promozione di attività concrete atte a consapevolizzare la popolazione su questo argomento. Attualmente, circa 750 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile: le regioni più colpite da questo fenomeno sono l’Africa subsahariana, la Cina (112 milioni di persone senza acqua) e l’India (92 milioni). Il World Water Day di quest’anno si è focalizzato sul rapporto tra acqua e lavoro, dando così risalto al ruolo centrale che questo elemento svolge nella creazione di posti di lavoro.  Secondo i calcoli, i mestieri connessi a questa preziosa risorsa coinvolgono un miliardo e mezzo di persone.

Nel mondo, ogni giorno, milioni di persone percorrono lunghi tragitti a piedi per procurarsi l’acqua necessaria a svolgere attività di base, come bere, lavarsi e cucinare. Al contrario, il nostro Paese sembra lontanissimo dagli scenari legati alla scarsità di acqua, eppure, dovrebbe fare riflettere come in Italia venga sprecato il 37% di questa vitale risorsa, che viene persa ancora prima di arrivare a destinazione. Diminuire le perdite potrebbe essere una buona soluzione, che permetterebbe anche di limitare l’erogazione irregolare di acqua per il 9,2% delle famiglie italiane.

Come ben sappiamo le risorse idriche non sono infinite,  impariamo, dunque, ad evitare gli sprechi per migliorare l’impronta idrica sia a livello personale che globale!

[Photo credit: MeteoWeb ]