Purtroppo anche quest’anno le feste natalizie sono ormai un ricordo così come i regali ricevuti e le grandi abbuffate in famiglia e con gli amici.

Il pesce immancabilmente si è confermato la portata più apprezzata dagli italiani che, secondo stime del centro studi “Lega Pesca”,  per peccati di gola legati al settore ittico, hanno speso complessivamente più di 535 milioni di euro.

Le pietanze preferite sono sempre quelle legate alla tradizione: anguille, branzini, orate e cernie nel Centro Nord; vongole, capitone e baccalà al Sud; mentre acciughe e sarde la fanno da padrone in tutta la Sicilia.

È interessante notare come piatti tipici della tradizione regionale in realtà varino molto poco tra di loro, ad esempio il classico “Capitone alla Napoletana”, richiede una preparazione molto simile al “Bisato alla Venesiana” tradizionale portata veneziana.

Lo stesso pesce invece, in altre regioni, viene servito in modi completamente diversi: nel vicentino va ad arricchire il “Risotto de la Visiglia”, ovvero il primo per eccellenza della Vigilia di Natale, mentre, spostandosi ancora più ad ovest,  in Lombardia ed in Emilia torna ad essere un secondo cotto in umido.

Immancabile protagonista delle nostre tavole è stato sicuramente il baccalà, un classico in tutte le varianti, dall’umido, al fritto, mantecato o sotto forma di polpette.

Consumi in aumento anche per i molluschi, gamberi, gamberoni, gamberetti in primis, seguiti a ruota da cozze e le immancabili vongole.

Chi ha cenato fuori casa ha preferito antipasti e risotti a base di astice, molto saporito e gustoso, ma non troppo comodo da preparare in casa.

Tra i giovani invece, meno attenti alla tradizione, sta prendendo sempre più piede la tendenza a consumare pesce crudo, che deve essere rigorosamente freschissimo.

In primis tra tutti sicuramente sushisashimi, che, direttamente dalla tradizione Giapponese stanno prendendo piede anche sulle nostre tavole; mentre il primo si compone di riso bollito, pesce crudo e alghe, il secondo è esclusivamente pesce crudo.

Un picco delle vendite si è registrato per un altro tipo di pesce, sempre crudo, a suo modo, ma più vicino alla tradizione italiana: il salmone affumicato, che è stato servito nelle nostre tavole su tartine, crostini, tramezzini e in altri svariati modi, spesso affiancato o sostituito da un altro affumicato che si sta facendo strada in questi anni: il tonno.

Che dire? Non ci resta che guardare con nostalgia ai fantasmi dei cenoni passati e rimediare con dieta e palestra, senza dimenticare che il pesce fa molto bene anche alla linea! Se volete saperne di più su come il pesce possa aiutare il vostro benessere fisico visitate la sezione pesce e salute dedicata su Rivamar