pesce italiano

ImpresaPesca Coldiretti non lo ripete due volte: il pesce italiano non riesce più a coprire il proprio fabbisogno, e quindi, si ricorre sempre più spesso alle importazioni!

È questo quanto emerso dal rapporto della New economics foundations e da Ocean2012 secondo cui lo scorso 21 aprile è stato il “fish dependence day” italiano, ossia il momento in cui si è dovuto ammettere che data l’insufficiente offerta di pesce in funzione del fabbisogno nazionale, si è costretti ad importarne, e non in poca quantità!

Pare infatti che due pesci su tre consumati in Italia provengano proprio dall’estero, e per ciò è ancora più importante osservare la provenienza del proprio ittico quando si va a fare la spesa, oltre che le certificazioni di qualità!
Sicurezza, qualità e trasparenza: questi sono i valori che si fanno sempre più importanti in un panorama globale, in cui bisogna riuscire ad essere cosmopoliti anche a tavola, senza però dimenticare i valori base per una sana alimentazione.

Ecco che Rivamar quindi, assicura nei propri prodotti sistemi di surgelazione e congelazione certificati nel rispetto totale garantito della qualità e della sicurezza del proprio prodotto, al fine di portare sulle tavole dei propri consumatori i valori chiave dell’azienda stessa!

Un panorama che non promette niente di buono per il mercato ittico italiano, che tra l’allungamento della filiera, l’aumento del costo del carburante e la stretta creditizia bancaria, vede ridotto all’osso il margine di guadagno per i commercianti del pesce che, statistiche alla mano, difficilmente riescono a produrre quanto richiesto dal fabbisogno dei clienti, e molto spesso lasciano parte del mercato a grandi multinazionali che forti finanziariamente e contrattualmente, fanno “acqua bruciata” a chi sta loro attorno, riducendo quindi, la produzione di ittico con la sigla Made in Italy!

Speriamo in un colpo di coda per il nostro mercato e per le nostre aziende, per riuscire ad utilizzare le risorse che il Bel Paese ci mette a disposizione!