Le Shark Cages sono le gabbie all’ interno delle quali si rinchiudono i sub che durante l’ immersione vogliono godere della vista degli squali provando il brivido di averli molto vicini a sé.

In questo modo possono studiarli da vicino ed emozionarsi nel vederli mentre nuotano attorno alle sbarre di ferro,o mentre si avvicinano aprendo le grandi fauci. Ma ora il governo australiano ha deciso di abolirle: sono state infatti dichiarate troppo pericolose. Ciò che stupisce è che il pericolo non è tanto quello incontro al quale vuole andare chi si immerge, quanto piuttosto quello che corrono i bagnanti. Per poter essere osservato, il predatore marino viene attirato con la pratica del ‘chumming’, utilizzando pesci o sangue che riesce subito a fiutare grazie alle sue abilità olfattive. In questo modo lo squalo potrebbe iniziare ad associare all’ esca la presenza dell’ uomo, diventando aggressivo e minacciando l’ incolumità dei bagnanti. Proprio in Australia gli squali bianchi, attratti con queste tecniche di adescamento, si stanno spingendo sempre più in zone balneari nelle quali non avevano mai circolato prima.

Questo tipo di attività ha apportato notevoli benefici per il turismo, tuttavia sono stati molto maggiori i risvolti negativi. Ancora una volta l’ intervento dell’ uomo si è rivelato dannoso per la natura e le sue specie, arrivando a modificarne il comportamento: è per questo che il Ministro per la pesca dell’Australia Occidentale è intervenuto per bandire questo tipo di immersione.

fonte immagine:http://photography.nationalgeographic.com