slow_fish_2011_resoconto

Si è appena conclusa l’edizione 2011 dello Slow Fish, il salone espositivo del settore ittico più importante d’Italia, per chi non ci fosse stato, vi raccontiamo com’è andato.

Lo Slow Fish, tenutosi negli scorsi giorni a Genova, si è dimostrato ancora una volta all’altezza delle aspettative, divertendo, intrattenendo ma anche ponendo importanti questioni facendo riflettere sui problemi che ancora oggi affliggono i nostri mari.

Gli appuntamenti che si sono fatti maggiormente apprezzare sono stati quelli legati al mondo culinario, le gustosissime ricette preparate da espositori e sponsor, ed i piatti tipici della tradizione preparati da ben 68 chef che hanno reso illustre la cucina ligure nel mondo.

Oltre a come cucinarlo gli spettatori hanno imparato anche a riconoscere il pesce di qualità e gli espositori dal canto loro si sono impegnati a creare etichette che riportino indicazioni precise su luogo e data del pescato, una collaborazione sicuramente apprezzata che porterà ad una maggiore fiducia.

In questa atmosfera festosa però non sono mancati anche spunti di riflessione e proposte per una pesca più consapevole, combattendo le frodi che danneggiano irrimediabilmente l’intero ecosistema.
La maggior parte dei pescatori fortunatamente è sensibile a questa tematica,e si impegna per migliorare metodi e strumenti per una pesca meno invasiva nei confronti delle specie a rischio d’estinzione.

Ma lo Slow Fish non è stato solo questo, molto interessanti infatti anche i numerosi dati messi a disposizione dalle aziende che permettono di ricostruire un quadro generale sul consumo di pesce in Italia.
Da questi è emerso come la cultura e la tradizione locali influiscano nel consumo quotidiano di pesce, e come gli italiano residenti nelle zone costiere mangino più pesce dei compaesani dell’entroterra e come purtroppo gli italiani si limitino a consumare solo alcune specie, infatti le otto specie più vendute costituiscono di per sé l’80% del mercato.

Un consiglio da Ideapesce? Mangiate più pesce, fa bene alla salute, all’umore e alla linea, e poi è bello variare, girare per il mercato e scoprire il sapore di nuove specie, sempre con un occhio alla qualità ed all’origine del pescato, in questo modo anche noi contribuiremo alla salute del nostro pianeta.

L’immagine è stata presa dal sito www.mister-x.it