Oggi Ideapesce in collaborazione con Ideavino.net, blog che tratta di tutto il mondo del vino, vi parlerà di un abbianamento molto particolare e ricercato: Pesce azzurro e Buon Vino. Ringraziamo Sonia Biasin, sommelier ed editor in Ideavino che ci ha dedicato questi consigli e suggerimenti!

Chi ha provato l’esperienza di tuffarsi nei fondali dei nostri bellissimi mari ha avuto modo di capire il perché del nome “pesce azzurro“: banchi di pesce luccicanti, che si muovono lentamente a caccia di cibo ma che spariscono improvvisamente se avvertono pericolo. Hanno tutti quel caratteristico colore argenteo le cui scaglie ventrali e laterali con i raggi del sole riflettono i colori del cielo.

I nostri mari ne abbondano, e per questo il loro prezzo rimane molto competitivo. Acciughe, alici, sardine, aringhe, sgombri, aguglie, sugarelli sono i più comuni.

Ottimo dal punto di vista nutrizionale, il pesce azzurro presenta interessanti caratteristiche: ha carni generalmente molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi, ha una buona quantità di proteine, una buona concentrazione di calcio e di omega 3 (che combatte il colesterolo cattivo ed è presente in una forma completamente assimilabile dall’organismo), di selenio, di fosforo, iodio e di vitamine B ed E.

Acciughe e sarde sono facilmente reperibili nei mercati ittici, si puliscono facilmente e in poco tempo. Per prima cosa, solo per le sarde, occorre togliere le squame, raschiando leggermente la pelle con un coltello; quindi si stacca la testa prendendola con due dita, tirandola in avanti usciranno anche le interiora. Infilando il pollice nell’apertura del ventre, lo si fa scorrere verso la coda aprendo completamente il pesce.

Una volta puliti, si lavano rapidamente sotto l’acqua corrente e, se devono attendere per la cottura, devono essere riposti in frigorifero con un panno umido perché facilmente deperibili.

Carni sode e tenere che in cotture semplici e senza aromi particolari chiedono in abbinamento vini bianchi, con una buona acidità e di buon corpo. Una scelta interessante potrebbe essere il “Soave Classico Monte Mayor” dell’azienda agricola Le Albare di Montecchia di Crosara (Vr). Garganega in purezza, ottenuto con la tecnica della Doppia Maturazione Ragionata che consiste nel provocare due livelli di sovramaturazione delle uve attraverso il taglio del tralcio della vite, eseguito in modo da lasciare metà dei grappoli a surmaturare in pianta e l’altra metà “recisa” ad iniziare un naturale processo di appassimento.

Il risultato è un vino corposo che mantiene una buona acidità ma al tempo stesso anche gli aromi e i profumi della vendemmia tardiva.

Un vino dalle caratteristiche originali, di color giallo paglierino, limpido e luminoso. Al naso i profumi sono intensi e complessi, di frutta tropicale matura e di fiori come la camomilla e la ginestra, con una mineralità ben presente, caratteristica del terreno basaltico di origine vulcanica da cui provengono i vigneti. Al gusto, l’alcol e la componente glicerica sono ben in equilibrio con le mineralità che lo rendono fresco e secco. Il finale è lungo e pulito, con una leggerissima nota amara che equilibra le sensazioni iniziali di surmaturazione.

Un abbinamento tutto italiano che saprà gratificare i palati di tutti i buongustai.