L’arcipelago di Palau è uno degli stati più piccoli e giovani al mondo, ma da qualche giorno è anche diventato il primo Santuario Marino al mondo, con la decisione di vietare la pesca commerciale nelle sue acque, al fine di salvaguardare l’ecosistema marino locale.

Nasce nel Pacifico, quindi, una riserva marina grande quasi quanto l’intera Francia. L’arcipelago di Palau, infatti, è piuttosto piccolo e si compone di circa 300 isole, ma l’estensione delle sue acque territoriali comprende 630mila chilometri quadrati di mare.

In questa zona hanno sempre pescato più che altro imbarcazioni straniere, principalmente provenienti da Giappone e Taiwan, interessate soprattutto alla pesca di tonni. Grazie a questa decisione, invece, le imbarcazioni estere non potranno più pescare a Palau,  mentre la pesca continuerà ad essere consentita ai residenti e per ragioni di sussistenza.

Uno dei principali motivi che hanno portato il governo locale a compiere questa scelta è stata la volontà di salvaguardare un ecosistema marino in cui vivono più di 1500 specie di pesci, tra cui moltissimi squali, e 700 varietà di coralli. Grazie al divieto di pesca commerciale sarà possibile preservare un ambiente incontaminato e stimolare il turismo legato alle attività sportive marine, come lo snorkeling, le immersioni subacquee e l’ecoturismo, con importati risvolti positivi per il turismo e l’economia dell’arcipelago.

L’unico limite di questa decisione, purtroppo, è legato al fatto che lo stato di Palau dispone soltanto di un’imbarcazione per il pattugliamento delle acque. Far rispettare il divieto di pesca, quindi, potrebbe risultare molto difficile. Per ovviare a questo problema il governo dell’arcipelago sta cercando accordi stranieri per la fornitura di imbarcazioni, o per dotare le autorità locali di Droni e radar per monitorare le acque in modo evoluto ed alternativo.

(Photocredits http://www.flickr.com/photos/paulchristmas/)