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L’ultimo rapporto della FAO, la Food and Agricolture Organization of the United States, ha rivelato che il consumo procapite di pesce è in costante aumentoDal Rapporto Biennale su Pesca e Acquacoltura pubblicato lo scorso Luglio, infatti, è emerso che il consumo procapite ha superato per la prima volta i 20 kg all’anno. Sempre per la prima volta, inoltre, la quantità di pesce prelevato in natura è stato inferiore rispetto a quello proveniente da acquacoltura.

La notizia racchiude insieme aspetti positivi e negativi: analizziamoli insieme.

  • Perché è una buona notizia

Il pesce è una fonte di proteine animali altamente più sostenibile a livello ambientale rispetto a quelle fornite da suini  e bovini. In particolare: un pesce è, mediamente, 6 volte più efficiente di un bovino e 4 volte più efficiente di un suino nel trasformare il cibo di cui si nutre. Proprio per questa ragione, a parità di proteine e calorie fornite, un allevamento ittico ha un’impronta ecologica più leggera rispetto a un allevamento di bovini o suini.

Da sottolineare è l’aspetto che una buona parte (la metà) degli animali pescati matura senza il bisogno di cibo fornito dall’uomo; infatti i pesci si nutrono di ciò che trovano nei bacini d’acquacoltura e, di conseguenza, non pesano su altre fonti di risorse alimentari.

Il rapporto, infine, ha rivelato che negli ultimi 50 anni è mutato anche l’utilizzo del pesce: negli anni ’60 solo il 67% della produzione era destinato al consumo umano, percentuale che oggi ha raggiunto l’87%.

  • Perche è una cattiva notizia

Lo sfruttamento dei mari, però, mette a rischio la situazione dei mari. Secondo gli esperti della FAO tra il 1947 e il 2013 il pescato biologicamente sostenibile è diminuito dal 90% al 68,6% e, dunque, negli ultimi anni un terzo del pescato sulle nostre tavole ha impoverito le risorse marine

Anche gli allevamenti ittici contribuisco a compromettere l’ambiente e, proprio per fronteggiare questa questione, le Nazioni Unite stanno lavorando in stretta collaborazione con i Governi per elaborare un protocollo condiviso sulla gestione degli allevamenti di pesce.

Il mare rappresenta una preziosissima risorsa e tutelarlo è un imperativo categorico. Il 12% della popolazione mondiale vive grazie alla pesca e all’indotto da essa generato;  la maggior parte di questa industria si concentra nei Paesi in via di sviluppo e, perciò, tutelare la sostenibilità di queste risorse significa, di riflesso, tutelare una buona porzione della popolazione più povera.

[Photo Credits: QUOTIDIANO.NET]