Forse non tutti lo conoscono ma il Pesce Elefante, così chiamato per il suo naso a forma di proboscide, è un pesce d’acqua dolce che tende a vivere sui fondali melmosi o sabbiosi dei fiumi e torrenti dell’Africa centrale e occidentale. Lo si trova in particolare nei bacini dei fiumi Congo, Niger, Ogun e Chari. Predilige corsi d’acqua dalla lenta corrente perché il suo habitat naturale dev’ essere riparato e poco luminoso. Infatti la particolarità del ‘Gnathonemus petersii’, meglio conosciuto come Pesce Elefante, è proprio la sua capacità di muoversi al buio.

Un team europeo di grandi studiosi e ricercatori avrebbe scoperto che a permettergli di orientarsi nuotando in ambienti scarsamente illuminati è la singolare struttura del suo occhio, che contiene cristalli fotonici. La sua vista notturna sarebbe cinque volte migliore di quella dei felini, conosciuti da sempre per la capacità di distinguere gli oggetti al buio. È per questo motivo che chi ne ha avuto uno in un acquario dice di non averlo mai visto mostrarsi allo scoperto, salvo in situazioni di buio totale in cui escono dal nascondiglio.

Tra i membri del gruppo Andreas Reichenbach, scienziato e ricercatore presso l’ Università di Leipzig, che dichiara: “L’occhio di questo pesce ha una struttura particolare che permette di vedere in modo affidabile grandi oggetti in movimento come i predatori, anche in un ambiente buio e dove sono a malapena distinguibili movimenti confusi. La retina del pesce elefante è formata da due tipi di fotorecettori, coni e bastoncelli. I coni sono raggruppati in una struttura formata da una serie di cristalli disposti come una tazza, che riflettono la luce parabolica, e le aste sono dietro questi riflettori”.

È proprio questa composizione dell’ occhio con i suoi attributi unici capace di rendergli un’ intensità luminosa dieci volte superiore a quella che riesce a catturare.

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