È proprio il caso di dirlo: chi dorme non piglia pesci!

Sembra che i pesci stessi si siano votati al celebre detto, ingegnandosi nella pesca anche attraverso l’utilizzo di strumenti per facilitare la loro impresa.

Lo rivela uno studio pubblicato su Coral Reefs dai ricercatori della Macquarie University e della Central Queensland University, in Australia, che dopo anni di appostamenti sono riusciti a dimostrare una cosa che fino a questo momento sembrava impossibile.

La capacità di utilizzare strumenti per avvantaggiarsi nelle proprie conquiste sembrava una peculiarità dell’uomo e dei suoi diretti predecessori, ma lo studio ha rivelato che alcuni pesci hanno le capacità fisiche ed intellettuali per aprire le conchiglie sbattendole contro un’incudine.
Sottolineo fisiche ed intellettuali perché, come è noto, i pesci non sono provvisti di arti, quindi per loro maneggiare oggetti risulta doppiamente difficile e complicato.
La presenza dell’acqua e delle correnti marine rende ancora più difficile prevedere la traiettoria degli oggetti ed attutisce la forza impressa ai movimenti, per i poveri pesci dunque maneggiare oggetti è molto più difficile di quanto lo sia per noi, eppure sono riusciti nell’impresa.

Per dimostrare il fatto i biologi marini hanno fornito un’incudine ad un pesce posto sotto osservazione, questo ha preso con la bocca la conchiglia oggetto del desiderio ed ha iniziato a sbatterla più volte verso lo strumento, finché non si è rotta liberando il mollusco al suo interno, mollusco che poi è stato mangiato con soddisfazione dal pesce in questione.

La cosa più strabiliante è che a detta di Culum Brown uno degli scienziati autori della ricerca, il pesce in questione rompe le conchiglie in maniera regolare, così come testimoniano i gusci rotti sparsi vicino all’incudine.
Sicuramente la scoperta rappresenta un grosso passo avanti per la scienza e dimostra l’intelligenza, da noi spesso sottovalutata di questi animali.